Presentazione del racconto
Scritto nel 2023 nell’ambito delle attività di un gruppo di scrittura anche se, onestamente, non ricordo più quale fosse il tema o lo stimolo fornito. Il fatto è che l’ho sempre considerato piuttosto secondario nel mio percorso di scrittura; è breve, più sarcastico che ironico, e si vede che è stato scritto abbastanza di getto. Ciò nonostante la rivista Linoleum, nell’ambito del loro primo concorso letterario (bandito a fine 2025 e premiato a giugno 2026), l’ha considerato meritevole classificandolo al secondo posto, che non è malaccio. Ora il racconto è stato anche ospitato sulla rivista assieme agli altri della terna vincitrice e, poiché sono bei racconti, e la rivista nel suo complesso è davvero meritevole, vi suggerisco di cliccare sul link qui sopra e di andare a leggere.
Come ho detto, il racconto è piuttosto breve, quindi ve lo riporto integralmente.
Il racconto integrale
Il malandrino
L’uomo avrà una quarantina d’anni, poco più. Bel taglio di capelli con qualche filo d’argento sulle basette, chiaramente tinto per vezzo. Vestito elegante, scarpe costose, orologio ricercato e di classe. Un manager di alto livello, è evidente. Ha già passato due controlli da parte degli uomini del personaggio che deve incontrare; scansione elettronica, palpazione, le solite cose, che hanno molto divertito il manager, come quell’incontro segreto, in una saletta riservata di un lussuoso albergo della Costa Smeralda. Ora è davanti alla porta che gli viene aperta da un uomo grosso come un armadio; il manager nota di sfuggita che il pomello della porta scompare nelle sue manone; se ti dà un ceffone - pensa - ti stende… Anche questa cosa lo diverte. Entra. La saletta è piccola ma confortevole: un tavolinetto basso con bicchieri e acqua minerale nel suo suaglass e qualche poltrona, una già occupata da un tizio sui cinquanta, snello, evidentemente molto alto, visto come occupa a disagio il sedile. Il tizio guarda il manager e fa una piccola smorfia che dovrebbe valere come un invito. Il manager gli va incontro con un radioso sorriso a trentadue denti e gli stinge la mano, per mettersi poi seduto di fronte.
Ah, mio carissimo don Russo, che enorme piacere, lei non può capire quanto! Guardi, di incontri di questo genere io ne ho fatti a decine, capisce? ma questo con lei, beh… come posso dire, è un privilegio, un onore. Ah, don Russo, credo che faremo davvero dei grandi affari io e lei. Come? Ah, no, grazie, sono a posto, non ho bisogno di nulla. Né acqua, né coca, né donne (scoppia a ridere) ah ah ah, guardi, confesso che me l’ero preparata, l’ho vista in un film con quell’americano, coso, come si chiama? Vabbé… Allora, carissimo don Russo… Come? Don Russo non va bene? Dottor Russo? Ma benissimo, perbacco, sa? cercavo di compenetrarmi, laggiù siete tutti don Vito qui, don Carmine là… Vabbé. Dottore, eh? In cosa… se posso chiedere? Economia a Cambridge? Urca! Anzi, (in un tentativo di imitazione della cadenza palermitana) Mizzica! Ah ah! No, io ho una triennale in comunicazione, sa, noi lombardi siamo gente pratica, c’era da tirare su la cler, mi capisce? Da laurà, come diciamo noi. E voi, come dite? Travagghiare, vero? Vede che mi sono preparato (ride)? Ma da noi si lavora, e da voi ci si gode il Sole, dico bene (ride)?. Ascolti don… dottore, bando alle ciance, che il tempo è denaro. I nostri collaboratori hanno già preparato l’incontro, e se oggi siamo qui, faccia a faccia, è perché c’è l’interesse di entrambe le nostre… emh… organizzazioni. Noi abbiamo fatto un dettagliato piano economico, lei lo ha certamente controllato, quindi adesso vediamo cosa rimane da chiarire e risolviamo tutti i problemi, che dobbiamo uscire da qui entrambi soddisfatti, giusto? Che ccà nisciuno è fesso, dico bene? Come? Questo è napoletano? Ah, beh, è più o meno la stessa cosa, no? Ma via, riepiloghiamo la nostra proposta di accordo. La piattaforma streaming che io rappresento e che, come lei ben saprà, è una delle maggiori al mondo, ha ideato questo nuovo format, a metà fra una serie e un reality. Io, dottore, uso parole del mestiere, come ‘format’, ‘reality’… se dico parole difficili mi interrompa. Come? Parla correttamente quattro lingue? Ma bravo il mio dottore, I speak english too, ma qui adesso parliamo italiano. O palemmitano se preferisce (ride sguaiatamente). Allora: il format, le dicevo, una serie tipo Gomorra, ma con la partecipazione di concorrenti, capisce? Gente che paga, badi bene, paga! per essere lì, al centro dell’azione, nei quartieri di Palermo dove vi sparate tutti i giorni, capisce la grande rivoluzione di questa idea? Come? A Palermo non vi ammazzate tutti i giorni? Mmh… I casalesi si sono calmati quindi? Ah, i casalesi sono camorristi… di Casal di Principe… Oh bella, adesso capisco, Casal di Principe quindi casalesi… Io credevo che avessero dei casali, delle ville in campagna… Vabbé non è importante. Quindi, diceva, non vi ammazzate tutti i giorni? Non vi ammazzate proprio, da un sacco d’anni… Accidenti, amico mio, questo è già un primo bel problema, sa? Eh sì, signore mio (con tono risentito), la piattaforma sta chiudendo accordi per serie analoghe anche con la mafia russa e con i cartelli colombiani, e quelli hanno garantito un sacco di morti ammazzati. E noi? Che figura ci facciamo, eh? Come? Sì, il pizzo va bene, per una puntata di apertura, ma che noia… il gioco d’azzardo, sì, visto e stravisto… Le prostitute già meglio, potremmo fare una puntata hot… con quelle belle donne meridionali, tutto culo e tette, eh? Dottore (ride) siamo uomini e ci intendiamo (strizza l’occhiolino), mica quelle donne frigide che abbiamo noi al nord, che se le guardi nella scollatura ti denunciano subito per molestie, ma per carità! E poi noi mica siamo buchi, come dite voi meridionali (ride sguaiatamente). Ah, questo sarebbe toscano? Ma guarda, il nostro don… dottor Russo conosce le sfumature dei dialetti, ma bravo! Beh, sa come diciamo noi lombardi, sotto il Po è tutta Terronia, non fa poi tanta differenza, giusto? Ma torniamo a noi: guardi, francamente, il claimax deve salire, capisce? È una questione di ascolti, se no col cazzo che facciamo la seconda stagione… Qualche ammazzatina, come dite voi di giù ci deve essere, per forza. Ah, ci può pensare? Va già meglio. Sì, immaginavo che lei me l’avrebbe chiesto, ovvio… La polizia, l’ordine pubblico (alza gli occhi al cielo) e tutta quella roba da perbenisti e comunisti. Allora, le do la notizia più importante: abbiamo un accordo, al momento riservato, con la Regione Sicilia, e siamo in chiusura per un importante accordo col Viminale, dopo avere già incassato quello del Ministero del Turismo. La vedo sorpreso… Ma cosa credeva? Noi siamo una potenza, abbiamo il fatturato di un medio paese dell’Est Europa. E ci facciamo fermare per queste sciocchezze? La soluzione è il format! Noi portiamo qui ricchi concorrenti del Nord Italia, dell’Europa, semmai anche dell’America, che vogliono provare il brivido di partecipare a un inseguimento della polizia, a una rapina in banca, a una serata in un bordello clandestino… capisce? Questi pagano! E se uno vi fa girare le scatole, lo rapite e vi fate pagare il riscatto (ride)! Sì, poi alla fine di ogni puntata ci sarà uno spot della polizia, che farà un breve pistolotto moralistico mentre scorrono i titoli di coda. È un compromesso che abbiamo dovuto accettare (alza gli occhi al cielo)… Poca roba. Quindi, riepilogando: la piattaforma vi paga lauti compensi, assumiamo nelle maestranze i vostri picciotti, eccetera; voi fate i vostri affari alla luce del Sole, mentre noi vi riprendiamo, con la polizia che interverrà sempre tardi, sempre lentamente, scassando le macchine loro in inseguimenti preparati con cura per non farvi prendere; va bene? Infine i partecipanti che pagano come allocchi (ride) per farsi anche malmenare, derubare e svillaneggiare come vi pare. Meglio di così! Vi pare? D’altronde, come dite voi a Palermo? A chi tocca non se ‘ngrugna! È romano? Ah… sempre a sud del Po! Poi, certo, per la seconda stagione tocca fare i numeri, caro il mio dottore. Numeri! Gli ascolti devono essere come quelli di Gomorra, superiori a quelli di Gomorra! Ma qui toccherà a voi darvi da fare… Sangue, cocaina a tonnellate, puttane, gente terrorizzata che scappa per le strade, insomma, tutto il consueto repertorio della maf… della vostra organizzazione. Il contratto quindi è questo, semplice e chiaro: voi fate i mafiosi, noi facciamo audience, gli imbecilli vengono a partecipare, la Regione guadagna visibilità, come quel buco di culo di Gubbio con don Matteo, che ha decuplicato i soggiorni, solo perché quel vecchio imbolsito di Terence Hill trovava i cattivi, figurarsi! La polizia fa il suo spottino finale per mettersi la coscienza a posto e, insomma: ci guadagniamo tutti, no? Che mi dice don… dottore? Eh? La vedo soddisfatto, la vedo! Posso chiudere con una battuta che mi sono preparato? Mi dica se la pronuncio bene: (cercando di imitare l’inflessione palermitana) baciamo le maani, don Ruusso. Come sono andato?
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Romanzetto scorrevole,, epperò denso dei soliti luoghi comuni su Mafia e Siciliani🥷🥱 cmq modello per un romanziere (o almeno..aspirante tale🤷♂️ rimane Baciamo le mani del compianto Schiraldi (x ki ebbe la fortuna di leggerlo in quegli anni 'caldi' di Mafia&stragismo